SETTEVENTI: NUOVO SITO ONLINE

3 August, 2009 da alessandro

E’ da pochi giorni online il nuovo sito internet di 720 (Setteventi), agenzia di produzione e postproduzione di Torino, tra i principali partners di Kut communications.

Setteventi e Kut communications, insieme a Rumble Tumble, hanno infatti realizzato lo spot Bavaria ‘La tv in bottiglia’, vincitore di due awards alla XIII edizione del premio Mediastars.

Per Setteventi Kut communications ha realizzato il nuovo logo e la relativa immagine coordinata.

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POLITRONICA sceglie KUT COMMUNICATIONS

31 July, 2009 da alessandro

POLITRONICA è una delle più recenti e innovative aziende nate all’interno dell’incubatore del Politecnico di Torino. Nella sua sede operativa di Chivasso, POLITRONICA realizza microapplicazioni elettroniche mediante stampante a getto d’inchiostro.
POLITRONICA ha scelto di affidarsi a KUT COMMUNICATIONS per la realizzazione del logo, dell’immagine coordinata, del sito internet e di tutti gli altri elementi di comunicazione. A settembre sarà online il sito internet.

Il logo è stato realizzato da Amanda Rezza di KUTCOMM.

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EUCARESTIA di GOTTARDO in KUTCOMM

31 July, 2009 da alessandro

E’ quasi pronta per essere esposta nello studio KUTCOMM l’opera di Mauro Gottardo dal titolo EUCARESTIA.

EUCARESTIA è un dittico del 1998 realizzato con penna a sfera, inchiostri colorati e collage.

L’opera è stata acquistata da Alessandro Scali.

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PENN-RICH su MYSPACE

31 July, 2009 da alessandro

Dopo Facebook, Twitter, Flickr e Youtube, KUTCOMM realizza e mette online il profilo Myspace di PENN-RICH, capsula sportswear di WOOLRICH.

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PUBBLICATA LA TESI DI ALESSANDRO SCALI

30 July, 2009 da michela

Una seppur piccola ma coraggiosa casa editrice specializzata in cinema, l’EDITRICE CINETECNICA, ha avuto l’ardire di pubblicare la mia tesi di laurea: un lavoro di circa 10 anni fa, da non credere! Non sto a scrivere il titolo del testo che è più lungo della tesi stessa, ma vi segnalo il link relativo alla pubblicazione.

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PAPERKUT: IT BEGAN IN ITALIAFRICA

30 July, 2009 da michela

In un angolo remoto del web è tuttora parcheggiato PAPERKUT.
PAPERKUT… Dannazione quanti ricordi! Un sito* complicato, controintuitivo, difficilmente navigabile, spesso privo di logica e coerenza, ma quando ancora oggi lo guardo e penso a tutto ciò che questo folle progetto ha generato faccio fatica a non commuovermi.

PAPERKUT - in italiano taglio di carta - nasce attorno al 2003 dall’incontro di Alessandro e Robin. L’idea è quella di dare vita a un playground creativo, un catalizzatore di idee, con l’obiettivo di svelare ciò che la pelle nasconde. Ben presto PAPERKUT si organizza intorno a temi o issues, che vengono interpretati sia dalla coppia Scali-Goode, sia da decine e decine di creativi di ogni parte del mondo. Il progetto raggiunge il suo climax attorno al 2004, quando Alessandro e Robin decidono di partecipare ad uno dei più importanti concorsi di editoria innovativa con il magazine PAPERKUT. Il progetto si classificherà al secondo posto e con il premio vinto la coppia Scali-Goode darà vita a KUT COMMUNICATIONS, nata a tutti gli effetti da una costola di PAPERKUT.

Nella foto, la prima opera d’arte realizzata da Alessandro e Robin sotto le pseudonimo Paperkut. L’opera, dal titolo HUNGER, è sgtata esposta al Conde Duque di Madrid.

*Ah, è probabile che vista la veneranda età il sito vi richieda di installare flash… Fate voi. Ma chissà, forse ne vale la pena.

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MAO, Museo d’Arte Orientale - Le proposte KUTCOMM (3)

29 July, 2009 da michela

Abbiamo visitato più di una volta il MAO, e ci siamo resi conto che una delle poche figure trasversali alle collezioni delle diverse aree geografiche è quella del Buddha. Non solo: l’immagine del Buddha viene immediatamente associata da chiunque all’Oriente. Ma c’è un terzo, determinante motivo che ci ha portato a scegliere uno specifico dettaglio di una delle statue del Buddha: l’estrema somiglianza tra la forma sulla sommità del capo di uno dei Buddha della collezione e la figura della Mole Antonelliana, simbolo ormai universale della città di Torino. Grazie a questa soluzione il key visual risulta fortemente simbolico, sintetico, di facile e immediata lettura e rappresentativo del fatto che Torino e il MAO hanno aperto le porte all’arte orientale.

Creative director: Alessandro Scali di Kutcomm.
Art director: Alessandra Filippi di Kutcomm.
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MAO, Museo d’Arte Orientale - Le proposte KUTCOMM (2)

29 July, 2009 da michela

In questa seconda proposta, la scelta dell’immagine principale è caduta sulla scultura lignea KONGO RIKISHI. Il motivo è semplice: da una breve ricerca quest’opera risulta essere una delle più fotografate e apprezzate dal pubblico. Anche il Museo sembra avergli attribuito una rilevanza particolare: la scultura è isolata in una stanza a sé ed è iluminata in modo estremamente scenografico. Abbiamo dunque ritenuto che quest’opera fosse adatta a rappresentare sinteticamentel’intera collezione del MAO.

Il key visual selezionato è inserito all’interno di una serie di elementi grafici e di design che rimandano alla parete sul retro di Palazzo Massonis, uno degli aspetti più caratteristici e riconoscibili del Museo inteso come ‘contenitore’. In particolare, il format grafico riprende sia il design in diagonale della parete, sia i materiali utilizzati e le cromie. In questo modo, al pubblico viene veicolato un ulteriore elemento identificativo del MAO.

Creative director: Alessandro Scali di Kutcomm.
Art director: Alessandra Filippi di Kutcomm.
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MAO, Museo d’Arte Orientale - Le proposte KUTCOMM (1)

29 July, 2009 da michela

Il Museo d’Arte Orientale ci ha invitati a presentare delle proposte creative per la ricerca di un key visual per l’intera comunicazione e per l’immagine coordinata.

La scelta di un key visual per la comunicazione del MAO è senza dubbio una sfida creativa. A fronte della mole di opere ospitate nelle sue sale, quale scegliere, e per quali motivi? La questione è complessa soprattutto se si considera che le opere provengono da luoghi e contesti culturali diversi (India, Cina, Giappone, Tibet ecc.) e non sono quindi riconducibili ad un unico filone.

Per trovare una soluzione creativa adeguata, abbiamo tenuto quindi conto di diverse considerazioni:
1. La maggior parte del pubblico potenziale del MAO non è rappresentato da esperti di arte orientale, al contrario. Per una persona di media cultura è difficile distinguere tra un’opera indiana, cinese o giapponese; senza dubbio, però, è in grado di identificarla genericamente come forma di arte orientale. Provare dunque a sintetizzare in una singola immagine tutte le espressioni artistiche sarebbe uno sforzo inutile, perché il destinatario del messaggio farebbe fatica a cogliere le differenze. Abbiamo quindi ritenuto opportuno concentrarci sull’elaborazione di una singola immagine, che rappresentasse simbolicamente il concetto più ampio e ‘afferrabile’ di arte orientale.
2. La seconda considerazione deriva da un ragionamento: considerare Palazzo Mazzonis come contenitore, e le opere al suo interno come contenuto. È evidente che il contenitore rimane sempre lo stesso, indipendentemente dai contenuti. Ed è altrettanto vero che la sede del MAO ha alcune caratteristiche architettoniche/di allestimento/design che possono fornire degli spunti efficaci per elaborare il key visual adatto agli obiettivi di comunicazione.

La prima proposta presentata qui di seguto consiste di due elementi principali tra loro coniugati:
1. Una serie di elementi grafici che rimandano alle geometrie e ai materiali della stanza giapponese che si trova all’interno del MAO. Questi elementi grafici danno origine a una struttra modulare estremamente flessibile, che può essere riempita con testi e/o immagini.
2. Due particolari di opere della sezione himalayana e giapponese.

Creative director: Alessandro Scali di Kutcomm.
Art director: Amanda Rezza di Kutcomm.
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T-AMP: TOP MUSIC FOR THE MASSES

29 July, 2009 da michela

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L’insulso oggettino nella fotografia si chiama SONIC IMPACT T-AMP. Sta nel palmo di una mano e si alimenta anche a batteria. Costa circa 35 euro a seconda dei negozi. E che cosa si compra con 35 euro? Un amplificatore per audiofili. Già, roba da non credere. Volete saperne di più? Volete finalmente sentire la musica come dio comanda spendendo poche decine di euro? Leggete una delle più autorevoli recensioni su questo mostriciattolo. E se volete allargare ulteriormente le votre conoscenze, entrate nel T-FORUM. Chi ha orecchie per intendere…