Archive for the 'art' Category

NANOARTE ::: PINEAPPLE ::: MADE IN HEAVEN

Tuesday, November 10th, 2009

Pineapple (Ananas) è il titolo dell’ultima opera di Nanoarte di Alessandro Scali realizzata in collaborazione con il Politecnico di Torino, in particolare con il prof. Fabrizio Pirri, i PhD Gabriele Maccioni e Alessandro Chiolerio, e Alessandro Nesca di Microla .

Da millenni la religione e la promessa del paradiso sono tra i pretesti più utilizzati per giustificare un’azione di guerra. A questo proposito, l’ananas in oggetto è un particolare frutto religiosamente coltivato e amorevolmente prodotto in paradiso.

L’opera consiste nell’aver inciso sulla granata - in dimensioni micrometriche, sulla falsariga di una ‘nota legale’ - la scritta MADE IN HEAVEN.

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HUNGER I poster in vendita online

Saturday, October 24th, 2009

Dopo diverse richieste, provenienti soprattutto dagli ospiti del b&b BAD di Catania, abbiamo deciso di mettere in vendita nel Kutcomm Store il poster della prima opera artistica realizzata da Alessandro Scali e Robin Goode, dal titolo Hunger I.
Qui di seguito alcune informazioni sull’opera originale:

HUNGER I
Alessandro Scali e Robin Goode, 2003.
cm. 143,5 x 103
Lamba prints, mounted in aluminium sheets

Created for the ‘Energias renovadas’ exhibition in Madrid. February 2004. All artists were asked a question: ‘What energy drives you to create?’. Our response was ‘Hunger’. Hunger to taste and understand who we really are and what were made of. The exhibition was held at the Culturale Conde Duque di Madrid.

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DALL’ARTE DEL NANOMETRO ALLA NANOARTE: speech di Alessandro Scali | Parigi, 19 novembre 2009|

Thursday, October 22nd, 2009

Il 19 novembre 2009, a partire dalle ore 9, si terrà presso il Campus Curie Ulm di Parigi una giornata di incontri, scambi, studi, dibattiti tra artisti, scienziati, curatori, galleristi sul tema delle nanoscienze e il loro rapporto con l’arte dal titolo De l’art du nanomètre au nanoart. Interverranno, tra gli altri, Thierry Lalot, Niki Baccile, Stefano Raimondi, William Whitney, Margherita Balzerani, Jacques Livage, Mady Elias, Luca Malfatti, Grit Ruhland, Michael Burton e Alessandro Scali, con uno speech dal titolo It’s a small world. Per maggiori dettagli potete cliccare qui.

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DIO E’ NEI DETTAGLI / GOD IS IN DETAILS
ALESSANDRO SCALI, 2008

Triangolo di circa 200 x 200 x 200 nanometri sulla punta di un Atomic Force Microscope (AFM)
Diametro della pupilla dell’occhio di Dio: circa 20 nanometri.

INSIGNIFICANCE at Le Meridien ART+TECH HOTEL, Torino

Wednesday, October 21st, 2009

Quattro opere della serie INSIGNIFICANCE di Alessandro Scali e Robin Goode sono state selezionate tra quelle proposte da 80 artisti  emergenti. Le opere saranno esposte il 29 ottobre a partire dalle ore 20,00 presso l’Hotel Meridien ART+TECH, Lingotto, Torino, in occasione del Libra Art Party, organizzato con la collaborazione di RumbleTumble. Tutte le informazioni relative al party nell’invito allegato al post.

Per maggiori dettagli sulla serie di opere INSIGNIFICANCE potete cliccare qui.

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NECRONOM ICONS by DARIO QUATRINI

Monday, October 19th, 2009

Si ispira al lavoro di H.P. Lovecraft l’ultimo progetto di Dario Quatrini (ex Direttore Creativo di Kutcomm) intitolato NECRONOM ICONS. Sul relativo sito internet si possono vedere e acquistare le 13 stampe in edizione limitata (10 per soggetto). Ha partecipato allo sviluppo del progetto Stefano Maccarelli (ex art director Kutcomm).

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EUCARESTIA di GOTTARDO in KUTCOMM

Friday, July 31st, 2009

E’ quasi pronta per essere esposta nello studio KUTCOMM l’opera di Mauro Gottardo dal titolo EUCARESTIA.

EUCARESTIA è un dittico del 1998 realizzato con penna a sfera, inchiostri colorati e collage.

L’opera è stata acquistata da Alessandro Scali.

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PAPERKUT: IT BEGAN IN ITALIAFRICA

Thursday, July 30th, 2009

In un angolo remoto del web è tuttora parcheggiato PAPERKUT.
PAPERKUT… Dannazione quanti ricordi! Un sito* complicato, controintuitivo, difficilmente navigabile, spesso privo di logica e coerenza, ma quando ancora oggi lo guardo e penso a tutto ciò che questo folle progetto ha generato faccio fatica a non commuovermi.

PAPERKUT - in italiano taglio di carta - nasce attorno al 2003 dall’incontro di Alessandro e Robin. L’idea è quella di dare vita a un playground creativo, un catalizzatore di idee, con l’obiettivo di svelare ciò che la pelle nasconde. Ben presto PAPERKUT si organizza intorno a temi o issues, che vengono interpretati sia dalla coppia Scali-Goode, sia da decine e decine di creativi di ogni parte del mondo. Il progetto raggiunge il suo climax attorno al 2004, quando Alessandro e Robin decidono di partecipare ad uno dei più importanti concorsi di editoria innovativa con il magazine PAPERKUT. Il progetto si classificherà al secondo posto e con il premio vinto la coppia Scali-Goode darà vita a KUT COMMUNICATIONS, nata a tutti gli effetti da una costola di PAPERKUT.

Nella foto, la prima opera d’arte realizzata da Alessandro e Robin sotto le pseudonimo Paperkut. L’opera, dal titolo HUNGER, è sgtata esposta al Conde Duque di Madrid.

*Ah, è probabile che vista la veneranda età il sito vi richieda di installare flash… Fate voi. Ma chissà, forse ne vale la pena.

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MAO, Museo d’Arte Orientale - Le proposte KUTCOMM (3)

Wednesday, July 29th, 2009

Abbiamo visitato più di una volta il MAO, e ci siamo resi conto che una delle poche figure trasversali alle collezioni delle diverse aree geografiche è quella del Buddha. Non solo: l’immagine del Buddha viene immediatamente associata da chiunque all’Oriente. Ma c’è un terzo, determinante motivo che ci ha portato a scegliere uno specifico dettaglio di una delle statue del Buddha: l’estrema somiglianza tra la forma sulla sommità del capo di uno dei Buddha della collezione e la figura della Mole Antonelliana, simbolo ormai universale della città di Torino. Grazie a questa soluzione il key visual risulta fortemente simbolico, sintetico, di facile e immediata lettura e rappresentativo del fatto che Torino e il MAO hanno aperto le porte all’arte orientale.

Creative director: Alessandro Scali di Kutcomm.
Art director: Alessandra Filippi di Kutcomm.
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MAO, Museo d’Arte Orientale - Le proposte KUTCOMM (2)

Wednesday, July 29th, 2009

In questa seconda proposta, la scelta dell’immagine principale è caduta sulla scultura lignea KONGO RIKISHI. Il motivo è semplice: da una breve ricerca quest’opera risulta essere una delle più fotografate e apprezzate dal pubblico. Anche il Museo sembra avergli attribuito una rilevanza particolare: la scultura è isolata in una stanza a sé ed è iluminata in modo estremamente scenografico. Abbiamo dunque ritenuto che quest’opera fosse adatta a rappresentare sinteticamentel’intera collezione del MAO.

Il key visual selezionato è inserito all’interno di una serie di elementi grafici e di design che rimandano alla parete sul retro di Palazzo Massonis, uno degli aspetti più caratteristici e riconoscibili del Museo inteso come ‘contenitore’. In particolare, il format grafico riprende sia il design in diagonale della parete, sia i materiali utilizzati e le cromie. In questo modo, al pubblico viene veicolato un ulteriore elemento identificativo del MAO.

Creative director: Alessandro Scali di Kutcomm.
Art director: Alessandra Filippi di Kutcomm.
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MAO, Museo d’Arte Orientale - Le proposte KUTCOMM (1)

Wednesday, July 29th, 2009

Il Museo d’Arte Orientale ci ha invitati a presentare delle proposte creative per la ricerca di un key visual per l’intera comunicazione e per l’immagine coordinata.

La scelta di un key visual per la comunicazione del MAO è senza dubbio una sfida creativa. A fronte della mole di opere ospitate nelle sue sale, quale scegliere, e per quali motivi? La questione è complessa soprattutto se si considera che le opere provengono da luoghi e contesti culturali diversi (India, Cina, Giappone, Tibet ecc.) e non sono quindi riconducibili ad un unico filone.

Per trovare una soluzione creativa adeguata, abbiamo tenuto quindi conto di diverse considerazioni:
1. La maggior parte del pubblico potenziale del MAO non è rappresentato da esperti di arte orientale, al contrario. Per una persona di media cultura è difficile distinguere tra un’opera indiana, cinese o giapponese; senza dubbio, però, è in grado di identificarla genericamente come forma di arte orientale. Provare dunque a sintetizzare in una singola immagine tutte le espressioni artistiche sarebbe uno sforzo inutile, perché il destinatario del messaggio farebbe fatica a cogliere le differenze. Abbiamo quindi ritenuto opportuno concentrarci sull’elaborazione di una singola immagine, che rappresentasse simbolicamente il concetto più ampio e ‘afferrabile’ di arte orientale.
2. La seconda considerazione deriva da un ragionamento: considerare Palazzo Mazzonis come contenitore, e le opere al suo interno come contenuto. È evidente che il contenitore rimane sempre lo stesso, indipendentemente dai contenuti. Ed è altrettanto vero che la sede del MAO ha alcune caratteristiche architettoniche/di allestimento/design che possono fornire degli spunti efficaci per elaborare il key visual adatto agli obiettivi di comunicazione.

La prima proposta presentata qui di seguto consiste di due elementi principali tra loro coniugati:
1. Una serie di elementi grafici che rimandano alle geometrie e ai materiali della stanza giapponese che si trova all’interno del MAO. Questi elementi grafici danno origine a una struttra modulare estremamente flessibile, che può essere riempita con testi e/o immagini.
2. Due particolari di opere della sezione himalayana e giapponese.

Creative director: Alessandro Scali di Kutcomm.
Art director: Amanda Rezza di Kutcomm.
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